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Photo Gallery dedicata all'Oltrepo Pavese... le bellezze del territorio in un click... la galleria forografica interamente dedicata all'Oltrepo Pavese del Portale O.P. VAI ALLA PHOTO GALLERY
L'Oltrepò Pavese conosciuto anche come "Vecchio Piemonte" è una delle tre aree territoriali della provincia di Pavia con caratteristiche proprie, insieme a Pavese e Lomellina. SEGUE

Il Ponte della Becca... una delle porte dell'Oltrepo Pavese
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San Marcello in Montalino a Stradella
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La Certosa Cantù a Casteggio
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La ricchezza dell'Oltrepo Pavese; il comparto vitivinicolo
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Salice e le Terme salsobromoiodiche
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La Valle Staffora e Varzi
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Il Giardino Bot. di P. Corva
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I Castelli > Le Chiese > Arte e Monumenti


Castello Dal Verme di Zavattarello (Pv). MAGGIORI INFORMAZIONI http://www.zavattarello.org/castello_index.html

Completamente costruita in pietra, con uno spessore murario medio di circa 4 metri, la rocca è un edificio titanico che, con il ricetto fortificato, le scuderie, gli spalti, la cappella, le sue oltre 40 stanze, costituisce un formidabile complesso architettonico che è oggetto di studio degli architetti militari. Dalla terrazza e dalla torre si gode un panorama mozzafiato del territorio circostante: le verdi campagne, i freschi boschi, le colline con gli altri castelli della zona -Montalto Pavese, Valverde, Torre degli Alberi, Pietragavina. Una miglior visuale era assicurata, a scopo difensivo, da altre torri d'avvistamento, purtroppo per noi perdute. L'imponente rocca sovrasta il borgo antico abbarbicato sulla collina, che una volta era completamente priva di vegetazione per consentire ai difensori del maniero di avvistare ogni malintenzionato. Oggi invece il verde che attornia il castello è un'area protetta, un Parco Locale di Interesse Sovracomunale di circa 79 ettari, di grande rilevanza paesaggistica, geografica, orografica, oltre che storica e ambientale. Il ricetto fortificato era sede di una delle principali scuole di guerra di tutta l'Europa, fondata da Jacopo Dal Verme in quello che poi sarebbe divenuto il cardine dello Stato Vermesco.

1 classificato nella categoria 'I migliori (Castello/Borgo) Lombardia'
1 classificato nella categoria 'I migliori (Castello/Borgo) Italia'
8 classificato nella categoria 'I migliori (Castello/Borgo) Europa'

IL CASTELLO DI ORAMALA.

Dall’abitato di Varzi, si scorge l'importante castello d’Oramala, dimora dei Malaspina, che scelsero il luogo d’Oramala per insediarvi la sede di quel che diverrà uno dei più potenti marchesati d’Italia settentrionale.In seguito il castello pervenne alla famiglia d’Este, loro congiunti. A questi ultimi fu tolto dal Pontefice Adriano IV nel 1157, Nel 1164, come premio per i servigi svolti, l’imperatore Federico I (Barbarossa) concede ad Obizzo Malaspina il possesso di quasi tutte le terre precedentemente avute, comprendendo il castello e la rocca d’Oramala. Tre anni più tardi, nel 1167, Obizzo ha modo di ripagare il suo signore per avergli concesso le terre sopraccitate. Questi, lasciata Roma preda di un’epidemia che gli aveva decimato l’esercito, giunse a Pontremoli con l’intenzione di arrivare a Pavia attraverso l’appennino, ma si vide sbarrare la strada dalle truppe della Lega Lombarda. L’imperatore, sotto l’esperta guida del marchese Obizzo, arrivò a Pavia attraverso l’itinerario dei paesi liguri - sentieri tracciati dai mulattieri -, discendendo poi la Valle Stàffora e sostando a pernottare nel castello d’Oramala, che era il più difeso della zona. Fu grazie ad Obizzo se Federico poté giungere a Pavia e da lì riorganizzare la sua compagine per proseguire oltralpe. Questo periodo fu per i Malaspina ed il castello d’Oramala il momento del loro maggior splendore, anche culturale, della gentilezza e della poesia, grazie anche ai trovatori provenzali che per primi in Italia cantarono le loro poesie. Fino al XIII secolo tale luogo rimase il centro direzionale della Valle Stàffora e delle valli limitrofe. Solo successivamente, in seguito a divisioni feudali, i Malaspina scesero nei paesi di fondovalle lasciando ad Oramala una funzione secondaria. La poderosa rocca rimase alla famiglia Malaspina fino alla fine del XVIII secolo, dopo di che fu abbandonata; di conseguenza incominciò il progressivo sgretolarsi di tutta la struttura. Nel 1985, i fratelli Panigazzi, attuali proprietari, iniziarono la ricostruzione delle parti crollate, allo scopo di conservare un’opera che per novecento anni ha conosciuto ed in parte ha fatto la storia dell'Oltrepò Pavese.

Castello dei Malaspina a Nazzano. Nel borgo di Nazzano, a 340 metri di altezza, si trova il Castello dei Malaspina. L'origine del castello è molto antica, fu infatti costruito attorno all'anno Mille dai Malaspina, pare su fortificazioni preesistenti. Nel 1360 fu ricostruito e fortificato da Galeazzo Visconti; nel XVII secolo venne fortemente rimaneggiato. Nel 1905 fu restaurato dai marchesi Roverato, che sono i proprietari dell'edificio. Il castello è costituito da un blocco principale, una rocca a pianta rettangolare e una torre a pianta quadrata; fatto insolito per le zone lombarde, la facciata presenta un grande archivolto cieco. Lo stato di conservazione dell'edificio è ottimo; attualmente viene utilizzato come abitazione privata.
CASTELLO DI CIGOGNOLA. La costruzione del castello di Cigognola risale probabilmente all'inizio del Duecento, ma l'edifico venne restaurato e ampliato nel corso del XVI secolo, quindi subì ulteriori modifiche nell'Ottocento. La pianta del complesso è articolata ed è formata da più corpi e da una torre, circondati da una cinta muraria e da un terrapieno. Il cortile interno è poligonale e presenta la scala di accesso al castello, situato in cima a un'altura che domina il centro abitato. Oggi il castello è stato trasformato in residenza provata dalla Famiglia Moratti ed ospita anche la cantina da cui, da circa il 2005, si producono ottimi vini. FONTE DELLE INFORMAZIONI E MAGGIORI E DETTAGLIATE INFORMAZIONI SUL CASTELLO DI CIGOGNOLA WWW.COMUNE.CIGOGNOLA.PV.IT
IL CASTELLO DI MONTALTO PAVESE. Nel 1219 a Montalto c'erano due castelli: una rocca vera e propria , cinta di mura, baluardi, cortina, fossati e posti di vedetta ed una seconda casaforte munita di torre. Con molta probabilità la prima si trovava sulla spianata del colle dove è l'attuale maniero, l'altra andò distrutta nei secoli successivi. I lavori di costruzione dell'attuale Castello cominciarono per iniziativa di Filippo Belcredi nel 1593, come si legge in un'epigrafe posta all'ingresso. E' munito di quattro torrioni tozzi e quadrati, trai quali spicca per altezza quello di levante. La mole dell'edificio, con il suo piazzale volto a mezzogiorno, si profila sul fondale di un bel loggiato, in una splendida visione arricchita da una statua di Diana, una fontana monumentale, pergolati, chioschi, scale e terrazze. Due giardini circondano la costruzione: uno all'italiana rigorosamente simmetrico, l'altro all'inglese, con boschi di larici e roveri. L'ingresso dalla strada che giunge da Calvignano ha una stupenda cancellata, con pilastrata settecentesca ornata di vasi e terracotte. L'intero palazzo e riccamente decorato. Si susseguono ampi saloni e salotti con ricchezza di mobilio e suppelletti. Nel Piazzale antistante si erge l'armoniosa Cappella Gentilizia di San Francesco in mattoni a vista con due campanili muniti di bifore alla sommità. La facciata, con lesene aggettanti è coronata da un piccolo timpano. Il fianco destro della costruzione è decorato con stemmi, lapidi e capitelli di vari stili classici
IL CASTELLO DI MONTESEGALE. Il comune di Montesegale è costituito da numerosi piccoli centri sul fondovalle e sui due versanti di una collina che domina la valle dell'Ardivesta. II castello di Montesegale, di cui si vedono le strutture su un'altura del paese, fu edificato in fasi successive per volere dei Gambarana ed ebbe notevole peso nelle vicende storiche locali. La parte più antica e rilevabile oggi nell'ala di mezzogiorno; il resto del complesso risale al secolo XVII. Vi si accede dalla piazzola antistante la chiesetta, del secolo XVII. Caratteristico il portale, con frontoncino a mensolette intonacate. II pozzo del cortiletto della rocca presenta un curioso cappello-pinnacolo, che fa da cariatide all'architrave di una delle campate del porticato esistente, sostenuto da colonne a base ottagonale. Nel recinto fortificato, di cui sono rimasti alcuni bastioni merlati restaurati di recente, si ergono diversi edifici semicadenti. In un secondo cortile si conserva un portale arcuato con ghiera di mattoni nudi alternati a scacchetti di intonaco. II castello subì pesanti interventi di restauro nel corso del XVIII sec. per volere del conte Senatore Andrea Gambarana.

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