CHI SIAMO | CONTATTACI | INSERISCI UN'AZIENDA | HOMEPAGE
SPECIALE WEEKEND IN OLTREPO' PAVESE - EMAIL PROVINCIA
VISUALIZZA L'ULTIMA NEWSLETTER
Speciale Azienda. Questo mese la Redazione del Portale Oltrepo Pavese presenta...
VAI ALL'ARTICOLO COMPLETO
Photo Gallery dedicata all'Oltrepo Pavese... le bellezze del territorio in un click... la galleria forografica interamente dedicata all'Oltrepo Pavese del Portale O.P. VAI ALLA PHOTO GALLERY
L'Oltrepò Pavese conosciuto anche come "Vecchio Piemonte" è una delle tre aree territoriali della provincia di Pavia con caratteristiche proprie, insieme a Pavese e Lomellina. SEGUE

Il Ponte della Becca... una delle porte dell'Oltrepo Pavese
Visualizza il filmato 1.0 Mb

San Marcello in Montalino a Stradella
Visualizza il filmato 1.2 Mb
La Certosa Cantù a Casteggio
Visualizza il filmato 2.5 Mb
La ricchezza dell'Oltrepo Pavese; il comparto vitivinicolo
Visualizza il filmato 2.8 Mb
Salice e le Terme salsobromoiodiche
Visualizza il filmato 2.9 Mb
La Valle Staffora e Varzi
Visualizza il filmato 3,5 Mb
Il Giardino Bot. di P. Corva
1° filmato 2.8 Mb
2° filmato 3.7 Mb
3° filmato 3.1 Mb
I VINI D.O.C. E D.O.C.G.
I PRODOTTI TIPICI
VACANZE VERDI
LE TERME DI SALICE
LE OASI NATURALI
ITINERARI ENOGASTRONOMICI
GREEN HOLIDAYS
GRAN GOURMET
TOP WINE
TIPYCAL SHOP
ITINERARI
CICOLTURISMO
ESCURISIONI E AMBIENTE
LA VIA FRANCIGENA
SULLA VIA DEL SALE
Le Aziende e gli Enti
Siete titolari di un'attività turistica o agroalimentare in Oltrepo Pavese? Volete far parte del circuito del Portale Oltrepo Pavese?
 

I Castelli > Le Chiese > Arte e Monumenti

La Via Francigena. la Via Francigena fu un asse che favorì la crescita culturale, economica e religiosa dei Paesi che collegava. La Via attraversava l’Italia da Roma al Gran San Bernardo, la Svizzera, la Francia e l’itinerario fu descritto dal Vescovo Sigerico nel ’990 nel suo diario e nel 1994 il Consiglio d’Europa lo ha elevato a itinerario culturale europeo: ha più varianti in quanto era un’area di strade e non un percorso fisso; ne ricorderemo una che acquistò importanza a partire dal XIV secolo. E’ il percorso che, provenendo dalla Francia meridionale, attraversava le Alpi al Moncenisio, Monginevro per giungere a Torino, Asti, Alessandria fino a Voghera; da qui proseguiva per Casteggio, Broni e Stradella. Diverse sono le fonti documentarie, tra le quali si segnalano il libro del Conte di Montanban Barthèlemy Bonis, mercante francese che si recò a Roma nel Giubileo del 1350 per sciogliere il voto formulato in occasione della peste del 1348, e nell’itinerario di un pellegrino anonimo nel 1477, che descrive il viaggio da Firenze a Santiago di Compostella.

Casteggio. Il borgo antico di Casteggio al quale si accede oltrepassando il cosiddetto Voltone, la porta nord dell’antica fortezza, nella cui parete sinistra sono murati due capitelli romanici e un putto in cotto del XVI secolo. Prima della porta nord, a sinistra nella piazza, un bassorilievo in marmo bianco del XVIII secolo rappresenta La Madonna della Neve. Oltre la porta s’incontra il vecchio Municipio, di fronte al quale, in alto, spicca la Vittoria Alata del Monumento ai Caduti. Proseguendo s’incontra l’oratorio di San Sebastiano neoclassico, della prima metà del XVIII secolo. Al suo interno si conservano alcune interessanti tele cinquecentesche, un coro ligneo del ’700 e preziosi armadi di sacrestia. Di notevole interesse è il palazzo della Certosa Cantù, nobile dimora del ’700, attuale sede del Civico Museo Archeologico.

Cella di Varzi. Il Tempio della Fraternità dei Popoli, edificato nel 1951 sui resti dell’antica chiesa di San Marzano del XV secolo, è decorato con cimeli provenienti da diversi campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale. Il fonte battesimale è ricavato dall’otturatore di un cannone, il pulpito dai resti di navi distrutte, i tabernacoli da proiettili inesplosi, l’altare maggiore da rovine provenienti dalle città bombardate di Nagasaki e Hiroshima. È visitato continuamente da turisti per le caratteristiche peculiari che lo contraddistinguono.

Fortunago. Il parco denominato anche "collina sacra" grazie alla nidificazione di numerosi rapaci, è collocato su un altopiano a circa 600 metri di altitudine, ed è caratteristico per la flora spontanea, in particolare alcuni esemplari protetti di orchidee e astragalo e per la presenza di daini e caprioli.

Godiasco. Di fondazione probabilmente celtica, nel 222 a.C., Godiasco fu sottomessa dal console Marcello. Attorno all’anno Mille gli Obertenghi occuparono la valle Staffora, la più breve via di comunicazione tra la Lombardia e il mare e Godiasco poté godere del vantaggio di trovarsi sulla Via del Sale. I torrioni delle mura furono opera dei Malaspina come il Castello, non più esistente, munito di tre ordini di mura. Nel primo ventennio del 1400 il Marchesato di Godiasco, tolto ai Malaspina, fu concesso al Conte di Carmagnola da Filippo Maria Visconti, con crescita della sua importanza politico-militare. La struttura medioevale del borgo di Godiasco è confermata dalla toponomastica, con suggestivi richiami a mestieri antichi (conciatori, boscaioli, ecc.)

Lungavilla. Il parco palustre di Lungavilla, a circa 10 Km. da Voghera, è stato realizzato nel 1984 dopo la chiusura delle cave per l’allagamento della falda acquifera sottostante. È visitabile in ogni periodo dell’anno. È popolato dall’oca selvatica e la trota, mentre la tinca, la carpa, il pesce gatto e la scardola sono autoctone. Il permesso di pesca viene rilasciato dall’Associazione Pescatori Sportivi del posto. Nel parco, inoltre, sono presenti ben 70 specie di uccelli e 20 tra mammiferi, anfibi e rettili.

Montebello della Battaglia. Ossario dei Caduti della Guerra d’indipendenza del 1859, a forma di un tempietto dorico sormontato da una statua allegorica dell’Italia, eretto nel 1884 ad opera dello scultore Egidio Pozzi di Milano.

Pietra Corva. Il giardino alpino di Pietra Corva si trova a 950 metri di altitudine sulla pendice nord-ovest del monte omonimo, una delle vette maggiori della catena montuosa dell’Oltrepo Pavese ed è compreso nel Comune di Romagnese. La località è raggiungibile facilmente da Pavia, Piacenza, Genova e Alessandria. Ideatore e realizzatore del giardino botanico Alpino è stato il dr. Antonio Ridella, veterinario condotto deceduto nel 1984, aiutato dal suo collaboratore Cesare Soffritti, che volle collezionare specie tipiche di vegetazione e di flora delle zone più elevate delle catene montuose, attribuendo molta importanza all’aspetto tecnico-colturale. Le specie presenti hanno origini varie e i gruppi più rappresentati sono quelli di Alpi, Appennini, Pirenei e Ande. Molti visitatori sono attratti non tanto dal significato botanico quanto dalla bellezza dei colori, delle vistose fioriture e dallo splendore vegetativo che si manifestano nei mesi di maggio e giugno.

Romagnese. Il museo civico di arte contadina si trova nella torre del castello di Romagnese, e vuole trasmettere alle generazioni future un'eredità storica che merita di essere sempre ricordata. E' di notevole interesse tecnico e conserva un legame con le proprie origini al fine di evitare la scomparsa delle piccole comunità di paese. Gli arnesi degli artigiani di un tempo, l'ambiente dove si svolgevano le loro attività sono caratteristici di un momento storico particolare. La bicicletta dell'arrotino, il banco del barbiere, la macchina per filare, gli arnesi del falegname fotografano momenti di vita lavorativa così come l'angolo della cucina e quello della toeletta esprimono veri momenti di vita semplice. 

Monte Alpe. La riserva naturale del Monte Alpe è gestita dall’Azienda Regionale delle Foreste. Si possono trovare specie naturali come la rosa canina, l’anemone epatica, l’orniello. Nell’area si svolgono degli esperimenti, come sulla formica lugubris, una specie di predatrice di larve d’insetti e sulla processionaria del pino, pericolosa per i boschi di pino nero. Nella zona nidificano rapaci come lo sparviero, la poiana, l’allocco, mentre ai margini della riserva vivono il picchio rosso maggiore, la pernice rossa, il saltimpalo, la sterpazzolina e inoltre sono visibili scoiattoli, ghiri, cinghiali e moscardini. Roggia Torbida. La Garzaia della Roggia Torbida, delimitata dalla strada Bottarone - Salice Terme, dalla ferrovia e dalla Roggia Torbida vede la presenza, oltre che degli aldeidi, della faina e del topolino della risaia che costruisce tipici nidi a palla, appesi alla vegetazione palustre.

Salice Terme. È il più importante centro termale nella provincia di Pavia, famoso per le sue acque e i suoi fanghi salsobromoiodici e solforosi, i cui benefici terapeutici furono riscoperti nell’’800.

Varzi. Ha un borgo caratteristico con triplice cinta muraria di cui sono visibili le tracce; il castello e le torri ancora oggi, insieme ai portici e alle strette vie, rievocano un suggestivo carattere medioevale. Di rilievo anche le due chiese barocche del XVII secolo, la chiesa dei Bianchi e la chiesa dei Rossi.

Stradella. - La Torre civica,ultimo resto del castello eretto nel XIV secolo, dopo aver subito gravi danni nel periodo napoleonico, fu demolito nel 1845. È a pianta quadrata ed è sormontata da un apparato sporgente dotato di caditoie e merli, probabile aggiunta quattrocentesca. La cella campanaria superiore risale a un ulteriore rimaneggiamento ottocentesco.
- l’antica Rocca detta anche Rocca del Vescovo o Rocca Mantovana posta su un’altura isolata, fu rimaneggiata più volte nel ’700. Ha una pianta poligonale su cui si aprono finestre di varie fogge e centinature. Il cortile è a forma di quadrilatero irregolare. Il loggiato cinquecentesco del piano superiore è stato trasformato in veranda.
- Il Palazzo Comunale è stato edificato nel 1656 dal Marchese Pietro Isimbardi sull’area dell’antica mensa arcivescovile.
- Nel seicentesco Palazzo Guarino, poi Farina e Dazza, si possono ammirare i caratteristici balconcini esterni in ferro battuto. Alcune sale sono ancora decorate con affreschi di tema mitologico.
- Il Civico Museo Naturalistico - Città di Strabella -Ferruccio Lombardi presenta interessanti raccolte geologiche.
- Nel Museo della Fisarmonica Mariano Dallapé e Figlio si ricostruisce la storia dello strumento musicale che ha reso illustre il nome di Stradella. Nel 1876 Mariano Dallapé , di origine trentina, scelse Stradella per impiantare la fabbrica di produzione della fisarmonica.
- Stradella fu città adottiva del primo ministro della sinistra storica Agostino Depretis, che vi morì il 29 luglio 1887; il suo monumento funebre fu realizzato dall’architetto Luca Feltrami.

CRESCE IL PORTALE O.P., CRESCE IL TERRITORIO, CRESCE LA COMMUNITY. VI INVITIAMO AD INVIARCI ALTRE SEGNALAZIONI A INFO@OLTREPOPAVESE.COM