
Marzo, mese della Festa della Donna e così non potevamo che iniziare questa nuova rubrica con un rosè, un rosè importante da uve pinot nero e chardonnay spumantizzate con Metodo Classico; stiamo bevendo il Castel San Giorgio O.P. Metodo Classico dell’Azienda Agricola Podere San Giorgio di Santa Giuletta.
Non l’abbiamo bevuto nel classico flutè (a scapito del perlage) ma in un bel bicchiere, ampio, adatto ad un vino bianco fermo, per poterne apprezzare al meglio i profumi. Abbiamo iniziato ad assaggiarlo con un brindisi appena dopo averlo stappato e versato nei bicchieri. Una leggerissima e finissima spuma persistente si fonde perfettamente con il colore di questo spumante, di un rosa brillante. Brindiamo e al naso a tutti è sembrato di una freschezza unica. Brindiamo e l’assaggiamo. In bocca di una finezza veramente unica. Gradevolissimo soprattutto perché le bollicine non “raspano” la lingua e il palato. Ho fatto un errore però; il vino è troppo freddo e non si riesce ad assaporarne al meglio le caratteristiche, fortunatamente durante la cena si riscalderà rivelando tutte le sue caratteristiche. Ricordate pertanto di servilo sugli 8 gradi, secondo me dà il meglio di sè stesso.
Abbiamo iniziato a berlo abbinato ad un cannolo di pane casereccio ripieno di formaggio gratinato al forno servito con una salsa di pomodoro crudo. Una gradevolezza unica al palato soprattutto per l’abbinamento. I sapori del piatto sono leggerissimi anche se pieni di personalità dovuti al formaggio gratinato e al pomodoro crudo, sapori e gusti che si sposano benissimo in bocca con questo rosè, che dopo essersi riscaldato un poco, esprime una stoffa veramente elegante e forte, ma con morbidezza che in bocca sono perfettamente in rima con i sapori leggeri del piatto.
Proseguendo l’abbiamo bevuto con una semplice pasta al forno. Piatto azzardato per uno spumante? Piatto troppo “povero” per un vino così importante? Decisamente no. Sarà per la mano felice della cuoca che ha cucinato una pasta al forno fatta con una sfoglia leggera e casalinga, per una carne molto magra e macinata sottile e per una vellutata leggerissima fatta con farina e brodo di verdure... insomma ci è piaciuto in modo straordinario il Rosè Castel San Giorgio con una piatto semplice, della tradizione, come una lasagna al forno. Il palato viene completamente ripulito dal poco grasso lasciato sul palato dalla vellutata dalla finissima effervescenza di questo spumante ed i sapori si fondono perfettamente senza predominanze lasciando in bocca un gradevolissimo sapore di mandorla tostata. La nostra degustazione finisce qui perché in tre, in sole due portate, abbiamo trovato il fondo della bottiglia. E questo ci sembra un altro indice di quanto ci abbia convinto, ma soprattutto piaciuto, questo spumante rosè.
Un grande spumante che non vi consigliamo di relegare ad aperitivo o come vino da brindisi. Questo, secondo noi, è un vino da bere durante tutto un pasto ed azzardarlo, per la struttura, anche in abbinamenti che magari non sembrano essere quelli ideali. Un grande spumante che sicuramente non vi deluderà e che apprezzerete per la sua freschezza e finezza, ma anche per la sua struttura veramente forte con una gentile acidità che si trasforma al palato in una straordinaria eleganza.