Con l’apertura delle iscrizioni inizia il conto alla rovescia per la 95° Sei Giorni di Enduro italiana

Dopo lo stop di 12 mesi imposto dall’emergenza sanitaria mondiale è ufficialmente ripartita l’organizzazione del campionato mondiale a squadre di enduro, in calendario a Rivanazzano dal 30 agosto al 4 settembre. Confermati percorso e le 40 nazioni partecipanti, è in arrivo una prova di cross tutta nuova, appositamente tracciata all’interno del circuito di Cervesina.

La macchina organizzativa dell’Isde numero 95 si era arrestata poco meno di un anno fa, come quasi ogni attività nel mondo. Con l’annuncio che dal 15 marzo sono ufficialmente aperte le iscrizioni di piloti e squadre, si riparte esattamente dal punto in cui ci si era fermati per cause di forza maggiore. L’obiettivo è quello di seguire un percorso in totale sicurezza, nel rispetto di tutti i protocolli internazionali, allo svolgimento di un’edizione indimenticabile della Sei Giorni Internazionale di Enduro, l’undicesima dal 1913 a oggi, organizzata in Italia. L’appuntamento è fissato dal 30 agosto al 4 settembre a cavallo tra Lombardia e Piemonte, tra l’Oltrepo Pavese e la Valcurone, su terreni che promettono di regalare una selezione e uno spettacolo all’altezza della massima competizione mondiale a squadre di enduro.

I lavori per arrivare al giorno dell’inaugurazione con ogni dettaglio definito sono partiti a pieno regime con Giorgio Bandoli, Valter Carbone ed Edoardo Zucca, i tre uomini alla testa del comitato organizzatore, impegnati a mettere a punto il programma nel loro specifico campo d’azione.

«Lo spostamento di un anno porta in dote un’importante novità – esordisce Valter Carbone, responsabile dei rapporti con le federazioni e della pista di cross – il trasferimento della spettacolare prova di cross che concluderà la manifestazione, dal circuito internazionale di Ottobiano a quello di Cervesina. Abbiamo infatti deciso di realizzare un circuito provvisorio all’interno del motodromo, una scelta dettata in primo luogo dalla minore distanza dal quartier generale di Rivanazzano, che richiede quindi trasferimenti più brevi. Per dare vita al nuovo tracciato, che comprenderà anche tratti su asfalto come avveniva negli anni d’oro della regolarità, abbiamo scelto Armando Dazzi, un italiano che è considerato uno tra i maggiori esperti a livello mondiale nella realizzazione di piste supercross e indoor. Nei prossimi, dopo un sopralluogo a Cervesina, il progetto sarà ufficialmente deliberato e a giugno la pista di cross (che dovrebbe avere uno sviluppo di circa 1.600 metri) comincerà a prendere forma».

Per quanto riguarda paddock e logistica, è invece Giorgio Bandoli a parlare. «Abbiamo strutturato le quattro squadre che si occuperanno di tracciare le nove prove speciali e cominciato a organizzare la distribuzione degli spazi del paddock tecnico lungo i 1.300 metri di asfalto dell’aeroporto di Rivanazzano. Sappiamo di poter contare su una quarantina di nazioni presenti, perfettamente in linea con quelle che erano le previsioni di 12 mesi fa. Resterà da chiarire se il pubblico potrà essere presente, ma in ogni caso saremo pronti ad accogliere tutti alle condizioni che saranno in vigore a fine agosto».

Gli aspetti istituzionali e quelli legati al marketing sono invece di competenza di Edoardo Zucca: «Siamo in attesa di istruzioni per quanto riguarda la sicurezza, ma ci stiamo muovendo per definire gli sponsor della manifestazione e per riprendere le trattative con le autorità locali e le comunità montane. Eravamo già a buon punto con la definizione del percorso un anno fa, e la conferma ci consente di lavorare con relativa tranquillità. Saremo attenti anche al rispetto del territorio attiveremo un’operazione di ripristino dei sentieri, ma senza limitarci a quelli di trasferimenti e prove speciali. Il piano prevede infatti la riapertura di tracce dimenticate,  a beneficio delle comunità montane e degli escursionisti».

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