Istituito nel 2011, inizialmente con il nome Pink Lady Food Photographer of the Year (dal marchio di mele Pink Lady sponsor del concorso), è in breve diventato, con l’appellativo generico a meglio rappresentare la dimenione internazionale, uno dei più prestigiosi concorsi fotografici a livello mondiale.
Ogni anno partecipano le fotografie scattate in circa 100 Paesi, da professionisti e amatori, e inerenti il cibo in tutte le sue accezioni: dalla cucina all’agricoltura, dalla ristorazione ai temi sociali, finanche alle coltivazioni che ridisegnano il paesaggio.
Alessandro Anglisani, fotografo romano da oltre vent’anni residente in provincia di Pavia, coglie immagini, in Oltrepò, che diventano storytelling del territorio, delle persone, uomini donne, ragazzi, famiglie, che lavorano nel mondo della viticoltura e del vino.

Nell’edizione 2025 era risultata tra le foto premiate (Italia, con ben 4 vincitori al 1° posto di categoria e 17 finalisti, era stato il Paese con più riconoscimenti) la sua Window in the Vineyard, uno scorcio dei tanti a cui gli abitanti dell’Oltrepò sono abituati ma che ha convinto la giuria per la qualità tecnica (è “costruita” come una cornice naturale ai vigneti, le cui linee dei filari conducono lo sguardo fino al centro, consentendo allo spettatore di entrare quasi fisicamente nella scena), per la luce radente, calda e morbida e le lunghe ombre e, nondimeno, per il soggetto che racconta una terra, una cultura (quella del vino) e la relazione tra uomo e natura. Il cibo sta, a pieno titolo, in tutto questo racconto.
L’edizione 2026 porta due scatti di Anglisani tra i finalisti:

Pietro and his bottles, il cui soggetto è il ben noto Pietro, figlio di Valeria Radici della Tenuta Frecciarossa di Casteggio. Un ritratto ʻʻambientatoʼʼ in cui l’ʻʻambienteʼʼ sono le cataste di bottiglie, racconto del lavoro, della passione, dell’amore e della lungimiranza che il protagonista ha portato nell’azienda del nonno e dei suoi avi. La scelta del bianco e nero, viene da sé, rende maggiormente l’idea del tempo sospeso che sta nel divenire del vino nei suoi affinamenti e nell’elusione dei distacchi generazionali, là dove, figli e nipoti, si ritrovano a calpestare le stesse zolle che furono dei padri e dei nonni.

Per la categoria A Bird’s Eye View of thel Hill è arrivata in finale Poggio Pregana, lo scatto, con drone, all’alba dalla collina dirimpettaia di Montarzolo, con vista a volo d’uccello. Anche in questo caso, come nella foto vincitrice nel 2025, il paesaggio, definito dalle curve geometriche dei vigneti, esprime, nella sua regalità dell’ora d’oro, il rapporto intimo e di possibile convivenza tra il lavoro agricolo e la bellezza, l’equilibrio, il rispetto delle terre.
Entrambe le foto saranno esposte, insieme alle vincitrici e alle altre finaliste del World Food Photography Awards, a Londra, alle Mall Galleries (vicino a Trafalgar Square) dal 3 al 7 giugno 2026.