Vigneto Oltrepò, il sorpasso del Pinot Nero

10 Gennaio 2026

Che l’Oltrepò fosse identificato con il Pinot Nero, è storia di qualche anno, forse di qualche decennio tra gli operatori del settore e gli intenditori. Ora, a suggellare la realtà inconfutabile, arrivano i numeri: con 2.869,3481 (dato di aprile 2025) ettari, il Pinot Nero si pone al 1° posto tra i vitigni più coltivati sulle colline oltrepadane, relegando la storica onnipresente Croatina, coltivata su “solo” 2.846,7839 ha, al secondo posto. Un distacco di circa 20 ettari che sembrerebbe poca cosa ma che, se riferiti ai dati del 2023, si prestano a ben più di una riflessione.

I numeri di settembre 2023, forniti dal Consorzio di Tutela, parlavano di Croatina in testa, con 3.022,5348 ha, seguita dal Pinot Nero a 2.816,7815. Si evince, dunque, che il sorpasso è dovuto non all’aumento di impianti di Pinot ma all’espianto di Croatina. Conferma ne viene dalla superficie vitata totale che passa da 12.066,2535 a 11.540,9477.

All’interno delle tabelle, minuscoli spostamenti riguardano gli altri vitigni, scendono Barbera, Pinot Grigio e Riesling Italico (nella misura di poche decine di ettari), è stabile la Vespolina.

Il dato più interessante resta dunque l’affermarsi del Principe nero, “enfant terrible”, colui che “ne supporte aucune médiocrité”, come identità dell’Oltrepò Pavese viticolo e vinicolo. Conferma, il Pinot Nero, la sua esclusiva simbiosi con il terroir, e c’è da credere all’utilità della “Guida all’utilizzo della Denominazione di Origine Pinot nero in Oltrepò Pavese” edita nel 2008 a cura del Consorzio Tutela. Uno studio approfondito sui vigneti che, tenendo conto della posizione, della composizione del terreno, dell’esposizione alla radiazione solare, suggerisce il clone più appropriato.

La storia del Pinot nero in Oltrepò è storia ormai datata ma sempre in evoluzione. E se da oltre 160 anni, si è investito nella spumantizzazione, con risultati positivi sotto gli occhi di tutti, negli ultimi decenni è aumentata, in quantità e qualità la vinificazione in rosso. Un’ulteriore sfida che il mercato e le guide più prestigiose premiano e che ha segnato il giro di volta, l’inversione di tendenza, dell’Oltrepò Pavese.