Meccanizzazione in oliveto – Azione dimostrativa Evo

Torrazza Coste

Quando: venerdì 23 ottobre 2026
Dove: Fondazione Riccagioia – Torrazza Coste

Fondazione Riccagioia ospita venerdì 23 ottobre, una giornata interamente dedicata all’ulivo in Oltrepò Pavese. Più che a in senso stretto, il tema “Evo-Oltrepò” affronterà l’aspetto della meccanizzazione nell’uliveto, pratica sempre più indispensabile per far fronte sia al contenimento dei costi di produzione, sia alla carenza di manodopera da adibire alle operazioni colturali.

“La meccanizzazione diventa essenziale se
guardiamo alle prospettive di sviluppo a medio termine di un settore che in Oltrepò promette bene
”, afferma il dottor Luca Favino, agrotecnico nonché ricercatore presso l’università di Pavia.
L’ateneo pavese, in collaborazione con la facoltà di Agraria della Cattolica, che ha sede a Piacenza, lavora da tempo al cosiddetto Progetto Demo-Oliop finalizzato alla nascita di un ecotipo locale di ulivo. Muovendo da una indagine genetica sugli ulivi storici presenti da secoli in zona e operando attraverso la messa a dimora di pianticelle derivate da innesti e talee si vogliono gettare le basi per un’olivicoltura tutta oltrepadana, forte di identità e ricca di specificità.

In un quinquennio i 17 ettari investiti a ulivo sono diventati 100, sparsi tra la valle Staffora e la valle Versa, e la crescita non si arresta. Aziende come “Il Feudo Nico” di Mornico e di Casteggio, che produce da 25 anni,
si sono fatte un nome con il loro evo, olio extravergine di oliva, e hanno agito da traino dimostrando che si possono ottenere rese apprezzabili.
Il ragionamento va opportunatamente calibrato sulla dimensione locale. In una Lombardia oleicola, comunque marginale rispetto al contesto nazionale (800 tonnellate di prodotto rispetto alle 500 mila
a livello italiano), dall’ulivo potrà pur sempre venire una certa opportunità di crescita e di
diversificazione per l’economia oltrepadana. Le cultivar Frantoio, Leccino, Pendolino, Casaliva e Maurino – in parte derivate dai vecchi impianti, dalle poche storiche piante che punteggiavano le colline da Bagnaria a Santa Giuletta – “possono dare buone produzioni”, assicura Favino alla luce
della sua esperienza di tecnico del settore.

Ricercatori, tecnici e coltivatori discuteranno di questo e di altro nel corso della giornata dimostrativa. Molto atteso l’intervento del professor Simone Pascuzzi, titolare della cattedra di meccanica agraria all’università di Bari. Parlerà del ruolo della meccanizzazione in olivicoltura riferendo di esperienze italiane e proponendo suggerimenti ai nostri operatori. Dalla Cifarelli spa di Voghera verrà illustrato l’utilizzo di apparecchiature per la raccolta automatizzata delle olive e saranno presentate le macchine che l’azienda è in grado di mettere sul mercato specifico.

A Riccagioia, partendo da talee e innesti, è stato impianto da un anno un modesto uliveto
sperimentale, “primo passo verso la creazione di un uliveto intensivo destinato alla produzione”,
ricorda Paolo Bazano, che coordina la direzione tecnica della Fondazione. A lui toccherà la
presentazione ufficiale della cooperativa Oliop-Olivicoltori di frontiera in Oltrepò.

Programma mattina:

Programma pomeriggio:

Partecipazione: libero accesso; tuttavia l’iscrizione è obbligatoria e separata per mattina e pomeriggio: iscrizione alla mattina, iscrizione al pomeriggio
Omaggio: inoltre, ai primi 50 iscritti al pomeriggio viene regalata una copia del nuovo libro
Crediti formativi: 0,75 CFP per Dottori Agronomi e Dottori Forestali (Regolamento CONAF n. 162/2022)
Informazioni: paolo.bazzano@icloud.com