Giardino Botanico di Pietra Corva

Il giardino delle montagne del mondo nascosto nell’Oltrepò

C’è un luogo, sulle alture di Romagnese, dove l’Oltrepò Pavese cambia improvvisamente volto. I vigneti sono ormai lontani, l’aria si fa più fresca e, sopra una faggeta, compare una massa di roccia scura dall’aspetto quasi selvaggio. Ai suoi piedi si trova il Giardino botanico alpino di Pietra Corva, una raccolta vivente di piante d’alta quota provenienti da diverse regioni del pianeta.

Il giardino si trova a circa 950 metri di altitudine, sul versante destro dell’alta Val Tidone. Alle sue spalle si alza il Monte Pietra di Corvo, che raggiunge i 1.070 metri ed è caratterizzato da rocce scure di origine magmatica. L’area appartiene al sito della Rete Natura 2000 Sassi Neri-Pietra Corva, tutelato per la rarità dei suoi habitat e delle specie che vi crescono.

La storia di Pietra Corva comincia negli anni Sessanta grazie ad Antonio Ridella, veterinario, cinofilo e appassionato botanico. Durante i suoi viaggi sulle Alpi, sui Pirenei, sui Carpazi e perfino sulle Ande, Ridella aveva osservato le sorprendenti strategie con cui le piante riescono a vivere in quota: radici insinuate nelle fessure, foglie protette dal freddo, fioriture brevi ma spettacolari.

Da quelle esperienze nacque l’idea di raccogliere in un unico spazio specie montane di diversa provenienza, per studiarle e mostrarle al pubblico. Il progetto prese forma con mezzi semplici: un piccolo stagno, alcune aiuole delimitate da tronchi e piantine sistemate tra i massi. Dopo anni di lavoro, il giardino fu aperto ufficialmente nel 1967.

Ridella morì nel 1984, ma il suo progetto continuò a crescere. Le collezioni furono ampliate, vennero ricostruiti diversi habitat e si intensificarono gli scambi di semi con centinaia di orti botanici italiani e stranieri. Nel 2027 il giardino celebrerà quindi sessant’anni dall’apertura al pubblico.

Non si tratta di un giardino ornamentale nel senso tradizionale. Qui le piante non formano aiuole geometriche: occupano roccere, ghiaioni, nicchie e piccoli ambienti ricostruiti secondo le loro esigenze. Il percorso si sviluppa tra conifere e faggi, seguendo sentieri che collegano le diverse sezioni. Negli ultimi anni è diventato anche un punto di partenza per esplorare l’Alto Oltrepò. Incontri, laboratori, escursioni naturalistiche e attività per famiglie hanno affiancato la funzione scientifica e conservazionistica. Il giardino resta però un ambiente delicato: occorre camminare sui sentieri, non raccogliere fiori e seguire le indicazioni del personale.

Come arrivare:
Da Romagnese si segue la strada in direzione della frazione Grazzi. Superato l’abitato, si raggiunge in auto o in pullman un ampio piazzale con parcheggio e punto di ristoro. Da qui un breve sentiero conduce alla cancellata d’ingresso. Una visita completa richiede normalmente circa 45 minuti, anche se chi osserva con attenzione le collezioni può trattenersi più a lungo.