Mac – Museo Archeologico Casteggio

Nato nel 1974 dopo la scoperta di due tombe romane in via Torino, l’unico museo archeologico presente in Oltrepò Pavese ha sede nel settecentesco Palazzo Certosa Cantù di Casteggio e racconta l’evoluzione dell’intero Oltrepò Pavese lungo migliaia di anni. Conserva circa 4.500 reperti, dei quali circa 800 sono esposti.
Uno dei reperti più preziosi è la testina celtica in bronzo, rinvenuta durante gli scavi in corso nell’area dell’antica Clastidium, un oggetto unico nel suo genere per l’Italia settentrionale.
Primo esempio di questo tipo di manufatto rinvenuto nel nostro Paese, testimonia l’influenza della cultura celtica nell’Italia settentrionale. Nella stessa zona sono stati rinvenuti, nel 1987, i resti di ben 33 sepolture di piena epoca imperiale (tra il II e il IV-V secolo d.C.) di cui il museo espone interessanti corredi funerari.
Se l’epoca romana è quella più presente (oltre ai corredi funerari della necropoli dell’Area Pleba, sono esposti oggetti in vetro dell’epoca che testimoniano scambi commerciali a lunga distanza, ceramiche comuni, lucerne, pesi, bronzetti e frammenti di piccola statuaria in marmo testimoni di diversi secoli di vita quotidiana), non meno affascinanti sono i reperti della capanna neolitica di Cecima che testimoniano i primi insediamenti stabili della zona anticipando il percorso che prosegue attraverso l’età del Rame, del Bronzo e del Ferro, con materiali provenienti anche da Voghera-Medassino, Verretto, Guardamonte di Gremiasco e Zavattarello.

I reperti tardoantichi e medievali completano il racconto della trasformazione del territorio dopo l’età romana. Particolarmente significativi sono i materiali provenienti da sepolture longobarde rinvenute nell’area di Salice Terme e Rivanazzano Terme. Le raccolte di collezionismo comprendono reperti locali e oggetti provenienti da altre aree d’Italia, fra cui un vaso in bucchero etrusco, una brocca daunia e parte della collezione Giulietti.

Chi era Carlo Giulietti? Avvocato, amministratore locale, filantropo, fu “uno dei più appassionati cultori di storia patria, a lui si deve il merito di aver preservato dalla dispersione i numerosi reperti archeologici di Clastidium (la Casteggio romana) che nellultimo decennio del 1800, espandendosi il borgo sull’area dell’emporium e della necropoli dell’antica città, venivano alla luce. Dopo averli riuniti in una collezione privata, aperta anche alla visita di autorevoli studiosi, li donò alle raccolte archeologiche dei Musei Civici di Pavia, dove ancora oggi rappresentano una parte considerevole del patrimonio esposto nella sala di Casteggio.