Riserva Naturale del Monte Alpe

Dove le formiche proteggono il bosco

Poco prima del Passo del Penice, la strada lascia alle spalle i tetti di Varzi e sale tra curve, prati e versanti coperti di alberi. Qui, nel territorio di Menconico, si estende la Riserva naturale Monte Alpe: 328 ettari di Appennino pavese nei quali la storia del bosco si intreccia con un esperimento di lotta biologica tanto insolito quanto affascinante.

Non è una montagna monumentale né una destinazione affollata. Il suo fascino risiede nella varietà degli ambienti, nel silenzio dei sentieri e nei dettagli: una faggeta fresca, una radura fiorita, il tambureggiare di un picchio o uno dei grandi formicai che emergono dal sottobosco.

La riserva si sviluppa tra circa 762 e 1.254 metri di altitudine, nell’alta Valle Staffora, a breve distanza dal Monte Penice. Dei suoi 328 ettari, circa 300 sono coperti da boschi; la superficie restante è occupata da prati, pascoli e aree un tempo coltivate.

Circa 186 ettari sono coperti da pinete artificiali, soprattutto di pino nero. Altri 114 ettari sono ricoperti da bosco ceduo. Salendo di quota si incontrano ambienti potenzialmente favorevoli a faggio e abete bianco, mentre sui versanti inferiori trovano spazio roverella, carpino nero e orniello. Questa varietà rende Monte Alpe interessante in ogni stagione. In primavera le radure si riempiono di fioriture; d’estate il bosco offre ombra; l’autunno accende faggi e castagni; l’inverno restituisce al paesaggio un aspetto più severo, soprattutto quando arriva la neve.

La vicenda più sorprendente di Monte Alpe comincia negli anni Cinquanta quando, per limitare la processionaria senza ricorrere massicciamente a sostanze chimiche, l’Università di Pavia sperimentò una forma pionieristica di lotta biologica.

Nella zona furono trasferiti dalle Prealpi bergamasche e bresciane alcuni nidi di Formica lugubris, appartenente al gruppo delle formiche rosse dei boschi. Questi insetti predano numerosi invertebrati, comprese larve di specie defogliatrici, contribuendo al contenimento naturale dei parassiti.
I loro formicai sono impossibili da confondere: grandi cumuli di aghi, rametti e materiale vegetale, abitati da colonie numerosissime. Non devono essere toccati o calpestati. Oltre a controllare gli insetti dannosi, le formiche partecipano alla circolazione delle sostanze nutritive e diventano a loro volta fonte di cibo per animali come il picchio verde.

La tutela di questi popolamenti fu una delle ragioni principali per cui, nel 1985, Monte Alpe venne istituita come riserva naturale parziale biogenetica. Dal 2006 l’area appartiene anche alla Rete Europea Natura 2000 ed è oggi classificata come Zona speciale di conservazione.

Come arrivare:
Da Varzi si segue la strada verso il Passo del Penice e Bobbio. Uno degli accessi più comodi si trova lungo la SP 461, in località Fontana Forni, dove sono presenti parcheggio, tavoli e un’area verde per picnic. Il Centro visite nelle vicinanze è attivo stagionalmente, soprattutto in estate.