Costruito nel 1768, il santuario, a forma di croce greca, ricco di preziosi fregi, graniti e marmi, custodisce un organo Lingiardi. La sua peculiarità, che ne fanno un sacro monte, sono le stazioni della Via Crucis, collocate all’esterno, che riproducono le vicende della Passione di Gesù Cristo in 52 statue a grandezza naturale, oltre a bassorilievi e dipinti. Tra la decima e l’undicesima stazione della Via Crucis, si colloca il cosiddetto “cimitero vecchio” perchè in fase di ristrutturazione furono trovate delle ossa umane. Oggi questo ambiente ospita il memoriale dei caduti sul lavoro.
Sul lato meridionale del Santuario si collocano la Torre Saracena, che dà nome al paese e richiama la sua origine castrense, e la Scala Santa, ristrutturata e dedicata alle vittime della strada. È formata da 28 gradini da percorrere in ginocchio per ottenere l’indulgenza “ad septenium”, concessa da Papa Pio IX nel 1877. La Via Matris, composta da sette cappelle rappresentanti i dolori della Vergine, si snoda dalla Torre Saracena, fino a raggiungere la vallata del paese.
Le edicole sono state costruite nel 1880 e affrescate dal pittore G.B.Rossi da Alessandria. A causa dell’esposizione agli agenti atmosferici, solamente la settima cappella ha conservato un dipinto integro, mentre nelle altre sei si è resa necessaria la sostituzione dei dipinti con formelle di bronzo, opera dello scultore Sergio Alberti. Questa via consentiva inoltre un accesso rapido a quello che una volta era il vecchio borgo.